Cooperativa Sociale Servizi Integrati  
 


stella blu  BANCA DATI TECNICO-SCIENTIFICA  stella blu


Aspetti psicologici correlati alla cecità


La cecità provoca reazioni emotive la cui intensità dipende fortemente dall'età in cui il deficit sopraggiunge.
Le persone cieche fin dalla nascita o che lo siano diventate in età molto precoce, pur comprendendo che esiste una modalità sensoriale a loro sconosciuta, non vivono questa mancanza con senso di effettiva privazione poiché non hanno mai potuto apprezzare che cosa l'esperienza visiva effettivamente comporti nel rapporto tra sé e il mondo. Le reazioni di persone adulte che per un lungo periodo della loro vita hanno utilizzato la vista, e che per improvvise cause traumatiche o per patologie a breve decorso ne rimangano prive, sono ben diverse. Il dolore in questo caso è molto intenso. Di norma successivamente alla perdita della vista fa seguito un periodo di vero e proprio shock che può durare anche alcune settimane. Il decorso spesso prevede un periodo di negazione che la persona trascorre consultando diversi specialisti, nella speranza che qualcuno disconfermi la diagnosi o almeno fornisca un rimedio al danno subito.
A un atteggiamento di negazione della malattia può seguire uno stato di depressione reattiva più o meno cronica legato alla presa di coscienza della irreversibilità della cecità.
La completa accettazione del proprio deficit spesso passa per un ulteriore periodo in cui vi è consapevolezza cognitiva ma non emotiva della cecità.
Per la natura propria della Retinite Pigmentosa e di altre patologie degenerative della retina, le persone che ne sono affette hanno alle spalle anni di visione normale o sufficiente. Allo stato attuale della ricerca la diagnosi di RP suona per il paziente ancora vedente come una condanna alla cecità senza possibilità di appello. Psicologicamente queste patologie si distinguono dai casi descritti in precedenza per il loro sviluppo graduale: La progressione lenta ma inesorabile della malattia induce nell'individuo uno stato di permanente prostrazione che può durare anche per decenni fino alla perdita completa della vista. Lungi dall'accettare una tale prospettiva, il paziente RP è attento ad ogni notizia di nuovi tentativi terapeutici e si sottopone a lunghi viaggi con enormi disagi economici, fisici e psicologici nella speranza, sempre delusa, di risolvere il proprio problema.
È proprio considerando le complesse dinamiche psicologiche che si accompagnano alla diagnosi di queste patologie che ci sentiamo di suggerire alle persone che ne sono affette di valutare l'opportunità di richiedere ad uno psicologo esperto il supporto necessario per accompagnarle nel loro percorso di sofferenza. Il ruolo dello psicologo è in casi di questo tipo importante in più momenti. Compito essenziale è quello di esplorare insieme al paziente i vissuti di quest'ultimo rispetto al tema della cecità, e questo perché la possibilità di provare sentimenti di accettazione facilita il superamento della fase depressiva successiva alla diagnosi o alla sopraggiunta cecità. Inoltre, poiché nessuna terapia è tuttora in grado di portare benefici stabili, lo psicologo deve mettere la persona che si appresta ad un ennesimo tentativo di cura nelle condizioni di poter sostenere il peso di un nuovo probabile fallimento. Non si tratta, ovviamente, di consigliare o meno di intraprendere un tentativo di terapia, non è questo il compito dello psicologo, ma piuttosto di supportare il paziente nelle sue scelte e negli effetti che queste potrebbero comportare. Infine, lo psicologo che intende avvicinarsi al delicato problema della cecità secondaria (Cioè sopravvenuta in età adulta) deve poter essere in grado di gestire adeguatamente un altro tema che inevitabilmente si accompagna a questa malattia. Ci riferiamo alle modificazioni nei rapporti familiari e sociali che questa patologia può comportare. Un'attenzione da parte dello psicologo a questo tema è dunque indispensabile. Egli può infatti intervenire al fine di esplorare con il paziente gli atteggiamenti negativi che rischierebbero di ridurre l'orizzonte delle opportunità di approccio culturale e lavorativo in spazi sempre più angusti a discapito delle effettive risorse umane validamente presenti.

Indice Banca Dati tecnico scientifica


 
 ruota blu che gira
 HOME PAGE | Chi siamo | Servizi Tiflologici| Progettazione| Forniture| Consulenza e Formazione| Altri Servizi| Abbiamo già Realizzato |       
  
 MAPPE TATTILI     PERCORSI TATTILI  - Guide Tattili LOGES     (Piste per non vedenti)

 | Lo Staff | Contatti | Dove trovarci |

| Certificazione QualitàFinalità Sociali | Banca Dati Tecnico-Scientifica | Servizi Integrati per le Imprese | Servizi Integrati per le Persone | Pubblicazioni | Leggi Utili | Risorse Utili su Internet |